venerdì 30 maggio 2025

recensione di "Odisseo e le onde dell'anima" di Roberto Fantini

Odisseo e le onde dell'anima di Roberto Fantini


Questo libro mi è stato gentilmente inviato da Graphe.it Edizioni per una recensione.


«Ho paura della malattia. Ho paura di dovermi ricordare con troppa ansia e insistenza della mia fragile umanità. Ho paura di dovermi inchinare di fronte a questa mia fragilità.»


In Odisseo e le onde dell’anima, Roberto Fantini ci offre un’opera breve ma densa di significato, una riflessione poetica e filosofica che scava nel mito per rivelare l’intimo dell’uomo moderno. Questo libro si struttura in una serie di brevi meditazioni, presentate sotto forma di dialoghi interiori, in prima persona, tra un Odisseo anziano e se stesso. Il risultato è un racconto frammentato e lirico, che sfugge alla narrazione lineare per abbracciare l’introspezione.

Il mito, in questa rilettura, non è più epico né trionfante: è un contenitore di memoria, di malinconia, di consapevolezza. Odisseo non lotta più contro mostri, dèi o tempeste, ma si confronta con le onde ben più insidiose dell’anima: il rimpianto, la paura della morte, il dubbio sul senso del proprio andare, la nostalgia per ciò che non è più. Queste “onde” diventano il vero mare su cui l’eroe naviga, un mare interiore che parla anche a chi non ha mai preso il largo, ma conosce bene il senso della perdita, dell’attesa, del ritorno.

Fantini utilizza una prosa intensa e poetica, fatta di immagini suggestive e di un linguaggio misurato che richiama la limpidezza dell’acqua e la durezza della roccia. Le riflessioni si susseguono come frammenti di coscienza: ora malinconiche, ora colme di meraviglia; talvolta dolorose, ma mai disperate. Il tempo si dilata, l’interiorità dell’eroe diventa l’unico vero teatro dell’azione.

Il tempo, nel libro, sembra sospeso. Non si segue una cronologia né un filo narrativo preciso: si vaga tra pensieri, ricordi e intuizioni, proprio come succede quando si è soli e si riflette sul senso della propria vita. L’interiorità dell’eroe diventa così l’unico vero teatro dell’azione. In questo spazio mentale, la voce di Odisseo assume una dimensione quasi universale: non è più solo il viaggiatore greco, ma un essere umano qualunque che si ferma, guarda indietro e si chiede “perché?”. Un uomo stanco, ma non arreso; disilluso, ma non cinico; ferito, ma ancora capace di meraviglia.

Non è un libro da leggere tutto d’un fiato, ma da affrontare con lentezza, con pause frequenti per riflettere su ciò che si è appena letto. Ogni pagina sembra invitare il lettore a fermarsi, a pensare, a guardarsi dentro. Si ha la sensazione di ascoltare una voce pacata e lucida, che ci parla con sincerità. È Odisseo, ma potrebbe essere chiunque di noi: una persona che ripensa alla propria vita, alle proprie scelte, ai momenti difficili e ai desideri non realizzati.

Le riflessioni dell’eroe – brevi, intense, essenziali – toccano temi universali come la paura, il tempo che passa, la memoria, la fatica di vivere. Alcune frasi colpiscono per la loro semplicità profonda, altre restano dentro a lungo, come domande a cui è difficile rispondere.

Il libro non offre una trama, ma un’atmosfera: ci si muove tra pensieri, immagini, ricordi. È un testo che aiuta a rallentare, a guardarsi dentro. Per questo è ideale per chi ama i miti riletti in modo personale e filosofico, ma anche per chi cerca nella lettura uno spazio di silenzio e riflessione.

Odisseo e le onde dell’anima non intrattiene nel senso comune del termine. Non distrae, ma concentra. Non racconta, ma svela. È un piccolo libro che lascia dentro una grande quiete, e qualche domanda importante.

Odisseo e le onde dell'anima di Roberto Fantini è disponibile sul sito di Graphe.it Edizioni e nelle principali librerie online.

lunedì 26 maggio 2025

Recensione di “Capitan tutte ai letterati” di Italo Svevo e Anna Maria Zuccari

Capitan tutte ai letterati di Italo Svevo e Anna Maria Zuccari



Questo libro mi è stato gentilmente inviato dalla preziosa collaborazione con L'Alcova Letteraria.

“Man mano che si rendeva conto di quanto avevano scritto gli altri riconosceva subito  che avrebbe potuto scriverlo anche lui, che non vi era assolutamente nulla di straordinario”

Capitan tutte ai letterati è una raccolta di racconti davvero originale e divertente, che racconta le stranezze e i sogni (spesso esagerati) di alcuni scrittori. Selezionata e curata dal collettivo L’Alcova Letteraria, l’antologia accosta le penne brillanti e apparentemente lontane di Neera (Anna Maria Zuccari) e Italo Svevo (Aron Hector Schmitz), mostrando invece quanto siano affini nello sguardo satirico e lucido sul mondo letterario.

La raccolta comprende tre racconti di Neera tratti da La sottana del diavolo e altri racconti (1912) — Viaggio di istruzione, In qual modo Pinotto divenne uomo libero, e Come ebbe Filarete il suo giorno di celebrità — e il romanzo breve di Svevo Una burla riuscita (1926). Neera, con la sua scrittura vivace, mette in scena figure che oscillano tra l’innocenza e la consapevolezza, mentre Svevo, con il suo sguardo sempre critico e ironico, esplora le piccole debolezze e le grandi ambizioni di chi scrive. Sebbene i protagonisti siano figure di scrittori, le loro storie si rivelano universali, parlando a tutti noi attraverso i temi del desiderio di successo, della ricerca di identità e della fatica di affrontare le proprie paure e illusioni.

Tra i personaggi più memorabili troviamo Filarete Assioli, un giovane pieno di entusiasmo, convinto che gli altri autori lo aiuteranno solo perché è uno di loro. Poi c’è Giacomo Gondi, uno scrittore famoso e buono, forse troppo buono, tanto da farsi mettere in difficoltà dal suo stesso maggiordomo. C'è il determinatissimo Filarete Persico, ambizioso e disposto a tutto pur di diventare un autore affermato, e infine Mario Semigli, invece, si crede un genio e vive nella sua illusione, aiutato dalle lodi del fratello.

I personaggi di questa raccolta sono tutti scrittori, ma ognuno rappresenta un modo diverso di vivere la scrittura. C’è chi è pieno di entusiasmo e ingenuità, convinto che basti pubblicare un libro per ottenere stima e attenzione; c’è chi è già affermato, ma vive una continua lotta tra il desiderio di restare umano e la paura di perdere il proprio status; c’è chi è disposto a tutto per emergere, anche a vendere la propria sincerità, e chi vive di illusioni, leggendo e rileggendo solo se stesso. Ognuno di loro ha stranezze, difetti, piccole manie che lo rendono unico e al tempo stesso incredibilmente simile a figure che potremmo incontrare anche oggi.

Capitan tutte ai letterati non è solo una raccolta di racconti: è uno specchio ironico e affettuoso del mondo letterario, un ritratto vivace delle passioni, delle debolezze, delle contraddizioni che abitano chi scrive. Le storie si intrecciano in modo armonioso grazie a un tono brillante, leggero, talvolta pungente ma mai cattivo. Il ritmo è scorrevole, la narrazione fluida, e il piacere della lettura resta costante dall’inizio alla fine.

Questo libro è perfetto per chi ama la letteratura non solo come lettore, ma anche come osservatore curioso del mondo che ci sta dietro: editori, autori, aspiranti scrittori. È una lettura che diverte, ma che sa anche toccare corde più profonde, perché dietro l’ironia si nasconde una verità spesso scomoda: scrivere è un desiderio potente, che può portare gioia, frustrazione, autoinganno o solitudine, sta a noi trovare il modo giusto per viverlo.


recensione di "Come echi sull'acqua" di Giorgio Podestà

Come echi sull'acqua di Giorgio Podestà

Questo libro mi è stato gentilmente inviato da Graphe.it Edizioni per una recensione.


Che cos’è davvero la letteratura? È solo evasione, sogno, intrattenimento? Oppure può essere uno strumento per affrontare la vita nella sua complessità, nel suo dolore, nelle sue verità più scomode? Come echi sull’acqua di Giorgio Podestà è un saggio che cerca di rispondere a queste domande con uno sguardo colto, empatico e appassionato.

Il libro offre una riflessione profonda, articolata e coinvolgente sul significato autentico della letteratura. Pur affrontando temi complessi, non è un trattato accademico: Giorgio Podestà scrive con uno stile limpido, chiaro e accessibile, riuscendo a mettere in dialogo i grandi protagonisti della storia letteraria – da Leopardi a Flaubert – con le nostre esistenze, le nostre fragilità e le domande che ci accompagnano ogni giorno.

Un aspetto che merita particolare attenzione è il punto di partenza scelto dall’autore: le biografie degli scrittori. Podestà racconta con misura e sensibilità le loro vite, dall’infanzia agli eventi più significativi, soffermandosi sulle opere principali e sul senso profondo della loro produzione artistica. Tra le figure trattate troviamo Virginia Woolf, le sorelle Brontë, Charles Baudelaire, Maria Messina, Sandro Penna e Giuseppe Tomasi di Lampedusa, voci diverse accomunate da una tensione interiore che ha dato forma a opere indimenticabili.

Il saggio è strutturato in otto sezioni. La prima e l’ultima che potremmo definire capitoli cornice sono entrambe costruite attorno allo stesso spartito musicale: Quadri di un’esposizione di Modest Musorgskij. È un’esplicita scelta simbolica, quasi a suggerire che la letteratura, come la musica e la pittura, può essere una galleria di emozioni, pensieri e rivelazioni.

Le altre sei sezioni centrali sono introdotte ciascuna da un celebre dipinto, che l’autore descrive e interpreta con cura, prima di entrare nel vivo delle biografie letterarie. Ogni dipinto funge da porta d’ingresso emotiva e visiva al periodo storico e all’universo degli scrittori presentati. I dipinti selezionati, in ordine cronologico, sono:

  • La zattera della Medusa di Théodore Géricault (1818–1819)

  • Ophelia di John Everett Millais (1851–1852)

  • Hush! di James Tissot (1875)

  • Il ragno che piange di Odilon Redon (1881)

  • Giuditta che decapita Oloferne di Artemisia Gentileschi (1612)

  • L’urlo di Edvard Munch (1893)

Attraverso questo percorso originale e suggestivo, Podestà intreccia pittura, musica e letteratura, seguendo un filo cronologico che collega l’opera d’arte visiva al contesto biografico e poetico degli scrittori. Ne risulta una narrazione ricca, dove arte e vita si specchiano a vicenda.

Ogni pagina sembra volerci dire: non sei solo. Nella letteratura, infatti, troviamo persone prima ancora che personaggi, esseri umani con dolori, nevrosi, passioni e silenzi che somigliano ai nostri. Ed è proprio per questo che, come echi sull’acqua, le loro parole continuano a toccarci ancora oggi.

L’autore definisce questi scrittori  «uomini e donne divorati dall’ingordo demone della scrittura», un’espressione potente che riassume bene la tensione interiore e la necessità quasi fisica che attraversa la loro opera. Per Podestà, la letteratura non è un rifugio dalla realtà, ma il luogo in cui possiamo riconoscerla con maggiore nitidezza, anche quando ci mette a confronto con ciò che vorremmo evitare.

Come echi sull’acqua è un libro che stimola il pensiero e arricchisce chi ama i libri non solo come oggetti, ma come strumenti per comprendere meglio il mondo e il cuore umano. Nonostante la profondità dei temi, si legge con piacere: alterna sapientemente riferimenti colti e momenti di intensa emotività.

Lo consiglio a chi ama la letteratura e si interroga sul suo significato; a chi cerca un saggio non solo informativo, ma anche ispirante; e a chi è curioso di scoprire il lato umano dei grandi scrittori.

Come echi sull’acqua di Giorgio Podestà è disponibile sul sito di Graphe.it Edizioni e nelle principali librerie online.


lunedì 19 maggio 2025

recensione di "Notte tenebricosa" di Giorgio Manganelli

 

Notte Tenebricosa di gIORGIO MANGANELLI (Graphe.it edizioni)




“La notte è il nostro scaffale, e le nequizie, le stoltezze cui ci invita, e poi i rimorsi e gli affanni e le doglie del parto.”


Questo libro mi è stato gentilmente inviato da Graphe.it Edizioni per una recensione. Come sempre, la mia opinione è indipendente e personale.


Tra le opere più misteriose e affascinanti di Giorgio Manganelli, Notte tenebricosa è forse una delle più particolari. Questo libro è un viaggio nel buio, ma non un buio fisico: è il buio dell’anima, del linguaggio, della coscienza. Non è un romanzo in senso tradizionale: non c'è una trama vera e propria, né personaggi nel senso comune del termine. Ma c’è una voce che parla da un altrove inquietante, forse un limbo, forse l’inferno, forse solo la mente in uno stato di sogno o delirio.

La "trama", se così si può chiamare, è più un’esperienza che una storia. Il libro si costruisce come un monologo, una lunga meditazione notturna pronunciata da una figura indefinita, immersa in un paesaggio fatto di ombre, visioni e ricordi deformati. Questa voce riflette sul male, sulla morte, sulla colpa, su Dio e sulla perdita di senso. È un testo che sembra oscillare tra l’incubo e la preghiera, tra la confessione e la bestemmia.

Più che raccontare eventi, Notte tenebricosa ci immerge in uno stato d’animo, in un’atmosfera sospesa, in cui il tempo non scorre e lo spazio si confonde. 

Il vero protagonista del libro è il linguaggio. Manganelli usa una prosa ricchissima, colta, barocca, densa di immagini e riflessioni. Le frasi sono spesso lunghe, articolate, piene di aggettivi, di riferimenti letterari e teologici. È una lingua che non vuole essere semplice: al contrario, vuole portare il lettore in una dimensione diversa, più profonda.

Leggere Notte tenebricosa richiede attenzione, ma offre una ricompensa rara: ci si ritrova immersi in un ritmo ipnotico, quasi liturgico. Le parole sembrano danzare sul confine tra il sacro e il demoniaco, creando una tensione continua. È un linguaggio che non consola, ma che affascina. Il lettore, se accetta la sfida, si ritroverà trasformato da questa esperienza: inquieto, forse, ma anche colpito dalla potenza evocativa di ogni singola pagina.

Questo libro non è per tutti, e non pretende di esserlo. Lo consiglio a chi: ama la letteratura sperimentale, che rompe le regole della narrazione tradizionale;
è affascinato dal linguaggio in sé, inteso non come mezzo per raccontare, ma come materia viva e autonoma.

Se cercate una storia con inizio, svolgimento e fine, questo non è il libro giusto. Ma se siete pronti a lasciarvi travolgere da una lingua visionaria, da immagini potenti e da pensieri abissali, Notte tenebricosa vi accompagnerà in un viaggio unico.


Notte tenebricosa di Giorgio Manganelli è disponibile sul sito di Graphe.it Edizioni e nelle principali librerie online.

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Recensione di”Trama e ordito”, in Corresponding Hearts Vol. 2 di Tatjana Ciotta

  Trama e ordito di Tatjana Ciotta Ci sono romanzi storici rosa che intrattengono, e poi ci sono storie come questa, che riescono a intrecc...