giovedì 17 luglio 2025

recensione di "Creature" di Raffaella Verga

Creature di Raffaella Verga


Questo libro mi è stato gentilmente inviato dal Gruppo Editoriale Santelli per una recensione.

«Siamo tutte creature che si perdono in questo mare, ma c’è sempre qualcuno pronto a tenderci una mano per salvarci.»


Creature è un romanzo che inquieta fin dalle prime pagine. Il protagonista, Gabriele Innocenti – un “nome parlante”, come giustamente lo definisce l’autrice – è un uomo svuotato della propria storia, afflitto da una grave forma di rimozione che gli ha cancellato l’infanzia e l’adolescenza.


Tutto ha inizio dopo il funerale della madre, un evento già carico di dolore che si trasforma in qualcosa di più profondo e oscuro: Gabriele incontra persone a lui completamente sconosciute e, poco dopo, viene inserito in una misteriosa chat chiamata “Creature”. Lì riceve messaggi da Alexander, un presunto amico d’infanzia che lui però non ricorda affatto.


Da questo momento, il lettore viene trascinato in un viaggio psicologico disturbante, nel quale la memoria, l’identità e la percezione della realtà si mescolano fino a diventare indistinguibili. Gabriele, spaesato e diffidente, è accompagnato da quattro enigmatici “sconosciuti” e da una psicologa dai tratti insoliti, Celeste, nel tentativo di ricomporre il puzzle della propria vita.


Verga scrive con uno stile chiaro e scorrevole, man mano che la storia si sviluppa, aumenta un senso di angoscia crescente: Gabriele viene guidato in luoghi e conversazioni che evocano ricordi vaghi, ma nulla è certo. L'aspetto più inquietante è il modo in cui Alexander sembra conoscere ogni dettaglio di lui, mentre lui non riesce a ricordare nulla.


Come lettori, ci sentiamo parte di questo mistero, intrappolati nella stessa confusione del protagonista. La trama è avvolgente e psicologicamente intensa, e ci spinge a porci le stesse domande che assillano Gabriele: Chi sono queste persone? Cosa vogliono da me? Perché proprio io?


Creature è un romanzo che si legge d’un fiato, ma che resta dentro a lungo. Un thriller psicologico che va oltre l’intrigo: è una storia sull’identità, sulla memoria e sul bisogno universale di sapere chi siamo davvero. Consigliato a chi ama le storie profonde, misteriose e dense di significato. Non tutto si capisce subito, ma proprio per questo, ogni pagina è un passo più vicino a se stessi.


Creature di Raffaella Verga è disponibile sul sito di Santelli editore e nelle principali librerie online.

sabato 12 luglio 2025

recensione di "Un'ora d'amore. Breve viaggio nel mondo delle telenovelas" di Rossella Bruzzone

Un'ora d'amore. Breve viaggio nel mondo delle telenovelas di Rossella Bruzzone

Questo libro mi è stato gentilmente inviato da Graphe.it Edizioni per una recensione.

Un’ora d’amore. Breve viaggio nel mondo delle telenovelas di Rossella Bruzzone è un saggio narrativo che accompagna il lettore attraverso la storia di un genere televisivo spesso trascurato o banalizzato, ma che ha avuto un impatto profondo sulla cultura popolare italiana, soprattutto tra gli anni Ottanta e Novanta. 

Il libro si presenta come una raccolta di capitoli brevi, ognuno dei quali affronta un aspetto specifico del vasto mondo delle telenovelas. La narrazione parte da molto lontano, da un’epoca in cui le storie non venivano guardate in televisione ma lette o ascoltate. Si parte dai fotoromanzi, spiegati in modo chiaro e accessibile anche a chi oggi non ne ha mai tenuto uno in mano: un formato ibrido, tra fumetto e racconto fotografico, che metteva in scena drammi amorosi e intrighi familiari attraverso sequenze di immagini e dialoghi scritti. Da lì si passa alle radionovelas, trasmesse via etere, quando la voce degli attori era tutto ciò che serviva per creare mondi immaginari.


Con uno stile semplice ma rigoroso, Rossella Bruzzone ricostruisce come questi due formati siano stati la matrice culturale da cui è germogliata la telenovela come la conosciamo. Quando le telenovelas cominciano ad arrivare in Italia dall’America Latina, portano con sé un immaginario nuovo, fatto di passioni sfrenate, eroine pure e sfortunate, antagonisti crudeli e ricchi terribili pronti a tutto per difendere il proprio potere. L’autrice ricorda e racconta i titoli fondamentali di questa stagione televisiva: Anche i ricchi piangono, La schiava Isaura, Topazio, Cuore selvaggio. Ogni titolo diventa l’occasione per analizzare le caratteristiche narrative ricorrenti, le logiche produttive, i target di pubblico e le modalità di trasmissione televisiva, inserendole nel più ampio contesto della società italiana dell’epoca. Il libro non si limita al ricordo nostalgico, ma si propone come una vera e propria guida alla comprensione di un fenomeno, permettendo anche a lettori più giovani, che non hanno mai visto una telenovela, di capire perché abbiano avuto un impatto così profondo. 


L’attenzione al linguaggio semplice ma preciso, la scelta di mantenere ogni capitolo entro le tre-quattro pagine, la cura nel definire i termini e nel contestualizzare ogni passaggio storico e culturale rendono il testo accessibile a un pubblico vasto. Non serve aver vissuto quegli anni per seguire il percorso dell’autrice: basta la curiosità di conoscere. Dall’analisi dei protagonisti tipici e degli stereotipi narrativi, si passa poi all’evoluzione del format nel tempo. Bruzzone indaga la trasformazione della telenovela classica in format più moderni destinati a un pubblico giovane, come Violetta, Soy Luna o le serie targate Disney Channel che mescolano musica, danza e melodramma in un linguaggio contemporaneo. In questo modo, il libro mostra come certi meccanismi narrativi siano ancora vivi, pur rinnovandosi nelle forme. 

Non mancano riflessioni sul ruolo educativo, sociale e perfino spirituale delle telenovelas, specie in contesti dove rappresentavano una delle poche finestre sul mondo, oltre che un’occasione di evasione.

Rossella Bruzzone, che ha vissuto in prima persona l’epoca d’oro delle telenovelas, scrive con competenza e passione, ma senza mai cadere nella celebrazione. Nata ad Acqui Terme, cresciuta in una famiglia agricola nelle colline del Dolcetto, laureata in Lettere moderne e in Filosofia, oggi educatrice, l’autrice mette insieme diverse anime: quella dell’intellettuale, dell’osservatrice attenta, della nostalgica e dell’amante della cultura popolare.

La sua scrittura è animata da un rispetto profondo per la materia trattata e da un desiderio sincero di condividerla.
Anche chi, come la sottoscritta, appartiene a una generazione molto più giovane e distante da quell’universo narrativo, può trovare in questo libro una guida preziosa e comprensibile. Leggere Un’ora d’amore è un po’ come aprire un vecchio album di fotografie di famiglia, in cui però ogni immagine viene spiegata e raccontata con cura, rendendo familiare anche ciò che inizialmente sembra lontano.

È un libro che attraversa il tempo senza nostalgia fine a se stessa, ma con l’intento di ricostruire, contestualizzare e rendere accessibile un pezzo importante dell’immaginario collettivo italiano. In ogni pagina si percepisce la convinzione che le storie, anche le più melodrammatiche, anche le più improbabili, abbiano avuto il potere di unire, di insegnare, di far riflettere, e soprattutto di emozionare.

Un'ora d'amore di Rossella Bruzzone è disponibile sul sito di Graphe.it e nelle principali librerie online.

martedì 8 luglio 2025

Recensione di "La prostata di Napoleone" di Francesco Aragona

 La prostata di Napoleone di Francesco Aragona


Questo libro mi è stato gentilmente inviato dal Gruppo Editoriale Santelli per una recensione.

«Molti fatti storici sono stati condizionati dalle malattie, anche se di rado se ne trova traccia nei libri di storia.»
In La prostata di Napoleone, Francesco Aragona intreccia con abilità storia, medicina e scienza, conducendo il lettore in un viaggio originale attraverso le grandi epidemie, le patologie, i disturbi e le condizioni fisiche che hanno influenzato, spesso in modo decisivo, il corso della storia umana.
Francesco Aragona, medico chirurgo con una lunga esperienza clinica e accademica maturata presso le università di Pisa, Bologna e Padova, si dimostra capace di coniugare il rigore scientifico con una narrazione vivace e accessibile, senza mai sacrificare la profondità dell’analisi. Il suo approccio è quello di uno studioso curioso e attento, ma anche di un divulgatore che sa catturare l’interesse e la curiosità del lettore.

Il libro prende le mosse dalla morte di Napoleone Bonaparte, un evento storico ampiamente studiato ma qui esaminato sotto una lente diversa: quella medico-clinica. Aragona ricostruisce con grande precisione le possibili cause della morte dell’Imperatore, analizzando i resoconti storici e confrontandoli con le conoscenze mediche moderne. Questo caso non è soltanto un punto di partenza affascinante, ma diventa il simbolo di quanto la malattia, spesso invisibile agli occhi dei cronisti e degli storici, possa essere in realtà la chiave per comprendere l’esito di intere vicende storiche.

Da questo spunto iniziale, il racconto si amplia e ci conduce in un viaggio attraverso secoli di storia, in cui le epidemie non sono semplici eventi di contorno ma autentiche protagoniste. Aragona illustra come le grandi malattie — dalla peste al colera, dal vaiolo all’influenza — abbiano influenzato le sorti di imperi, deciso l’esito di guerre e cambiato radicalmente la struttura delle società. Le epidemie, come ci ricorda l’autore, hanno costretto l’umanità a rivedere le proprie priorità, ad innovare, a riformare le strutture sanitarie e sociali e a rimettere in discussione le certezze consolidate.

Uno dei meriti principali del libro è quello di sottolineare come i grandi cambiamenti storici e scientifici non siano mai avvenuti rapidamente né senza resistenze. Il progresso è stato spesso il risultato di crisi profonde, di lotte contro la superstizione, di scontri tra mentalità tradizionali e visioni innovative. Aragona evidenzia come la vera svolta sia arrivata con l’affermazione del metodo scientifico circa quattro secoli fa: un metodo basato sull’osservazione rigorosa e sull’evidenza, che ha progressivamente sostituito l’autorità della tradizione e l’accettazione acritica del sapere tramandato.

L’autore arricchisce il volume con episodi curiosi e dettagli poco noti, come l’origine della famosa maschera a becco dei medici della peste, spiegandone la reale funzione protettiva e il significato simbolico. Attraverso questi dettagli, il lettore viene coinvolto non solo nella grande storia, ma anche nella vita quotidiana e nelle credenze popolari dei secoli passati.
La scrittura di Aragona è chiara, coinvolgente e arricchita da una profonda passione per la materia. L’autore riesce a spiegare concetti medici anche complessi senza mai appesantire la lettura, mantenendo sempre alta l’attenzione e il ritmo narrativo. Si percepisce la volontà di offrire al lettore non solo un saggio, ma un racconto avvincente che dimostra come dietro le grandi date, le battaglie e i trattati, ci siano spesso cause silenziose e invisibili che hanno cambiato il mondo.

La prostata di Napoleone è quindi un libro che lascia il segno, perché ci invita a guardare la storia da una prospettiva diversa e a riconoscere l’importanza della scienza e della resilienza umana. Aragona ci ricorda come le crisi sanitarie abbiano costretto l’umanità a evolversi e come ogni progresso sia stato conquistato con fatica, tra contrasti e resistenze.

Consiglio vivamente questo libro a chi ama la storia, a chi è appassionato di medicina, ma anche a chi cerca uno sguardo originale e approfondito sui meccanismi che governano l’evoluzione delle società.

La prostata di Napoleone di Francesco Aragona è disponibile sul sito di Gruppo Editoriale Santelli e nelle principali librerie online.


lunedì 30 giugno 2025

recensione di "Piccola orsa" di Lavinia Roncoroni

Piccola Orsa di Lavinia Roncoroni

Questo libro mi è stato gentilmente inviato dal Gruppo Editoriale Santelli per una recensione.

«Dicono che dopo la morte si diventi ombre prive di consistenza, che vagano tristi in un luogo dove il sole non splende. Non è quello che è successo a me.»

Piccola Orsa di Lavinia Roncoroni è un romanzo affascinante e coinvolgente, capace di trasportare il lettore in un tempo molto lontano, ma che riesce a parlare anche a noi, oggi. La storia è ambientata nell’Attica, in Grecia, nel V secolo a.C., e ha per protagonista Febe, una bambina di dieci anni che ha perso la madre. Febe viene portata nel santuario di Artemide Brauronia, un luogo sacro dove, secondo le antiche tradizioni, le bambine come lei venivano consacrate alla dea.

Qui Febe inizia un percorso speciale e misterioso: deve diventare un’"orsa", come venivano chiamate le fanciulle che partecipavano a un importante rito religioso, l’arkteia. Questo rito era un passaggio fondamentale per le bambine dell’epoca: serviva a prepararle alla vita da adulte, a trasformarle da creature libere e spontanee in donne pronte a diventare mogli e madri, secondo le regole della società del tempo.


A Febe vengono tagliati i capelli e viene consegnata una veste gialla, simboli di questo cambiamento. Ma quello che l’aspetta non è solo una cerimonia: è un vero e proprio viaggio dentro se stessa. Febe dovrà affrontare prove difficili, riti sconosciuti e situazioni che la metteranno alla prova sia fisicamente che emotivamente. Durante il percorso, Febe incontrerà persone misteriose, custodite da segreti e da verità nascoste, e inizierà a porsi tante domande: chi è davvero? Cosa significa diventare donna? È giusto accettare senza discutere quello che gli altri decidono per lei?

Il rito dell’arkteia non è soltanto una festa religiosa: è un momento in cui le bambine vengono spinte ad affrontare paure e rabbia, spesso attraverso giochi e pratiche che portano a uno stato di grande emozione, quasi di trance. Questo passaggio simbolico rappresenta la "morte" dell’infanzia e la nascita della futura donna. Ma Febe non si accontenta di subire tutto questo senza capire. Lei vuole sapere, vuole scoprire, vuole capire chi decide cosa sia giusto e chi ha costruito quelle mura, visibili e invisibili, che la società alza intorno alle donne per tenerle sotto controllo.

Lavinia Roncoroni ci racconta questa storia con uno stile semplice, ma profondo. Ci accompagna nel viaggio di Febe e, allo stesso tempo, ci fa riflettere su temi molto attuali, come la libertà delle donne, il diritto di scegliere la propria strada e la voglia di scoprire il mondo con i propri occhi. Il romanzo è frutto di una lunga e seria ricerca storica: il santuario di Brauron è esistito davvero e l’autrice si è basata su studi accademici per costruire un racconto che mescola sapientemente verità storiche e fantasia.

Quello che colpisce è proprio questo: la storia di Febe è immaginaria, ma parla di fatti reali. Le "orse" di Brauron sono davvero esistite, e il loro compito non era solo quello di servire la dea Artemide, ma anche di prepararsi, spesso senza possibilità di scelta, a un futuro già scritto per loro. Il romanzo ci fa capire come, ieri come oggi, ci siano sempre state persone e regole che cercano di chiudere le donne dentro spazi precisi, impedendo loro di esprimersi liberamente.

Piccola Orsa è un libro che incanta e fa pensare. È un viaggio nella storia antica, ma è anche un viaggio dentro i sentimenti e le domande che ognuno di noi, prima o poi, si trova ad affrontare: chi sono? Qual è il mio posto nel mondo? E soprattutto, chi decide per me?

Febe, con la sua curiosità e il suo coraggio, ci insegna che è giusto farsi domande e cercare sempre la propria verità. È un romanzo adatto a chi ama le storie ambientate nel passato, ma anche a chi cerca un racconto che parla di crescita, di libertà e di rispetto per sé stessi.

Piccola Orsa di Lavinia Roncoroni è disponibile sul sito di Gruppo Editoriale Santelli e nelle principali librerie online.

Recensione di”Trama e ordito”, in Corresponding Hearts Vol. 2 di Tatjana Ciotta

  Trama e ordito di Tatjana Ciotta Ci sono romanzi storici rosa che intrattengono, e poi ci sono storie come questa, che riescono a intrecc...