lunedì 11 agosto 2025

recensione di "Siluetti" di Massimo Prezzavento

 Siluetti di Massimo Prezzavento



«Non è una bella sensazione avere il tutto esaurito di domande in testa, soprattutto se non si ha la minima idea di quale possa essere la risposta, e soprattuttissimo, avendo l'amara certezza di essere privi delle capacità di trovarla questa risposta.»


Ci sono libri che ti intrattengono con una trama e altri che, invece, ti spalancano una finestra sull’anima, permettendoti di entrare nei pensieri, nelle paure e nei desideri di un personaggio come se fossero i tuoi. Siluetti, romanzo d’esordio di Massimo Prezzavento, appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. L’autore, di origini venete ma romano d’adozione, porta nella narrativa la sensibilità visiva e l’attenzione ai dettagli maturate nel mondo del cinema dei cortometraggi.


Alex vive a Roma, una città che non è solo uno sfondo ma una presenza viva, capace di condizionare ogni istante della sua vita: le strade, i bus affollati, i locali pieni di voci. Alex è un ragazzo in bilico tra ciò che è e ciò che sogna di diventare, intrappolato tra la quotidianità e le sue inquietudini interiori.

Al suo fianco ci sono due presenze costanti: Amelia e Giammi, amici veri, compagni di serate spensierate e rifugi sicuri nei momenti difficili. Ma la sua vita subisce uno scossone quando entra in scena Linda: affascinante, sfuggente, tanto magnetica quanto complicata. La relazione con lei non è semplice, e costringe Alex a guardarsi dentro, affrontando domande e verità che aveva sempre evitato.


Il romanzo è strutturato in tre sezioni – Paure, Emozioni, Delusioni – che scandiscono il viaggio interiore di Alex. Nella prima parte, le paure diventano muri invisibili che bloccano e condizionano le sue scelte. Nella seconda, le emozioni arrivano come onde improvvise che travolgono e spiazzano. Nella terza, le delusioni segnano il terreno con cicatrici profonde, ma allo stesso tempo aprono la strada a una nuova consapevolezza.


Quello di Prezzavento non è un semplice racconto di formazione, ma un ritratto sincero delle fragilità umane. È un libro che parla di crescita, amicizia e amori che lasciano il segno, ma anche di momenti di smarrimento in cui ci si sente sospesi, senza punti di riferimento. Questo romanzo riesce a raccontare la vita per quello che è: imperfetta, contraddittoria, a volte dolorosa, ma sempre in grado di sorprenderci.


È un romanzo che può parlare a chi si trova nella stessa fase di Alex – tra i venti e i trent’anni, in bilico tra sogni e realtà – ma anche a chi, leggendo, vuole ritrovare frammenti di sé lasciati indietro nel tempo. Non ci sono artifici narrativi o colpi di scena forzati: la forza di Siluetti sta nella sua autenticità, nella capacità di farci sentire meno soli nelle nostre stesse emozioni.


Si legge velocemente, ma rimane dentro a lungo, perché sa raccontare quelle verità intime che spesso non abbiamo il coraggio di dire ad alta voce.



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